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INGEGNERIA ANTINCENDIO

Il nostro ufficio tecnico ed i nostri professionisti antincendio possono assisterti nella progettazione completa per TUTTO il processo di adeguamento alla prevenzione incendi fino ad ottenere il "CPI" o meglio l'attestazione , da parte del Comando dei Vigili del Fuoco di Competenza , di sussistenza dei requisiti di sicurezza antincendio come da art. 4, comma 3, del D.P.R. n° 151/2011 con il quale si chiude il primo ciclo formale .
Possiamo intervenire nella progettazione seguendo il Codice di Prevenzione Incendi , le RTV o RTO di competenza anche in soluzioni alternative o in deroga.

Il Codice di
prevenzione incendi
Il Codice di prevenzione incendi , DM 3 agosto 2015 , si configura come una rivoluzione nel panorama normativo italiano in materia di prevenzione incendi. Dal punto di vista dei contenuti tecnici il Codice di Prevenzione Incendi rappresenta il passaggio dall’approccio prescrittivo a quello prestazionale . Trovano quindi concretezza tutti i requisiti che devono essere posseduti dalle costruzioni in generale, al fine del conseguimento del Requisito Essenziale (R.E.) n° 2 “Sicurezza in caso di incendio”, stabilito dalla CPD e poi compiutamente definito, nel Documento interpretativo relativo (G.U.C.E. 62/63 del 28/2/94), attraverso i 5 obiettivi che devono essere perseguiti nel progetto e nella realizzazione di ogni edificio:
• Minimizzazione delle occasioni di incendio
• Stabilità delle strutture portanti per un tempo utile ad assicurare il soccorso agli occupanti
del fuoco alle opere vicine
• Possibilità che gli occupanti lascino l’opera indenni o che gli stessi siano soccorsi in altro modo
• Limitata produzione e propagazione del fuoco e dei fumi all’interno delle opere e la limitata propagazione • Possibilità per le squadre di soccorso di operare in condizioni di sicurezza
Unitamente alla previsione di misure atte a prevenire e limitare i danni ambientali ai fini dell’assolvimento del Requisito di base n. 7 “Uso sostenibile delle risorse naturali” del Regolamento Prodotti da Costruzione (CPR) n° 305/2011 del 8/3/2011 che ha sostituito la CPD.


il passaggio dall’approccio prescrittivo a quello prestazionale = risparmio economico e di tempo
Dal 1955 in poi , il Ministero dell’Interno “ha codificato la prevenzione incendi, per alcune attività e per tutti i luoghi di lavoro, in regole tecniche da rispettare per garantire il livello di sicurezza antincendio accettabile. In questi ambiti, il metodo prescrittivo è stato necessariamente l’unico approccio valido e possibile nella prevenzione incendi fino alla prima introduzione del metodo prestazionale con il d.m. 9 maggio 2007 e rafforzato con il Codice .
L’approccio prescrittivo che è basato sul concetto che “il rispetto di determinati requisiti nel progetto rappresenti la garanzia del raggiungimento dei livelli minimi di sicurezza”. In pratica l’approccio “consiste nel rispetto di regole tecniche, basate su strumenti di calcolo (ad esempio, gli Eurocodici per il calcolo analitico della classe REI delle strutture, le curve standard d’incendio, ecc.), e consistenti in misure preventive e protettive da rispettare come vincoli di progetto e codificate in disposizioni legislative. Il rispetto di tali regole rappresenta, dunque, garanzia di un livello di rischio residuo accettabile”. Il sistema è molto rigido e talvolta impone delle spese estremamente alte per l'adeguamento .
L’approccio prestazionale si basa “sullo studio dell’evoluzione dinamica dell’incendio e quindi sulla previsione scientifica della prestazione della struttura progettata” ed è strutturato “sui criteri che caratterizzano l’ingegneria della sicurezza antincendio, Fire Safety Engineering (F.S.E.)”, su principi ingegneristici, regole e giudizi esperti basati sulla valutazione scientifica del fenomeno della combustione, degli effetti dell’incendio e del comportamento umano. Tale approccio si concentra “su tutto ciò che l’attività (struttura, impianti, gestione, ecc.) debba garantire, piuttosto che su come debba essere realizzata, definendo quindi esplicitamente gli obiettivi prestazionali, sulla base di esperte valutazioni in merito a performance finali che contemplano anche la scelta su mirati metodi di calcolo nonché la definizione degli aspetti costruttivi”. In questo caso la valutazione del rischio “non è fatta ex ante ma sul caso reale e concreto; pertanto il progettista effettua la scelta della misura (intesa come l’insieme delle misure tecniche e, in ugual modo, gestionali) adeguata al raggiungimento degli obiettivi di sicurezza da raggiungere, giudica l’adeguatezza dei materiali e delle tecniche di analisi, assumendosene direttamente la responsabilità al fine di garantire direttamente la prestazioni strutturali quali valori soglia”. Il sistema è molto flessibile e consente una drastica riduzione degli investimenti per l'adeguamento .


Le curve di rilascio termico
FSE - fire safety engineering
Per il successo di un progetto di adeguamento alla prevenzione incendi è ben valutare anche la curva naturale del carico d'incendio (HRR) . Usualmente viene usata la medesima curva , la standardizzata ISO 834 , indipendentemente dalla potenziale reale natura dell'incendio . La curva RHR è difatti una schematizzazione semplificata dell’incendio naturale, con l’individuazione di tre fasi: iniziale (che rappresenta la propagazione dell’incendio ed è di forma quadratica), intermedia (che rappresenta l’incendio stazionario ed è di tipo costante) e finale (intesa come la fase di estinzione dell’incendio che è di tipo lineare) . In realtà la curva RHR rappresenta il tasso di rilascio termico (o Heat Release Rate – HRR) ovvero l’energia termica emessa da un focolare o da un incendio per unità di tempo. Il concetto di RHR fornisce maggiori indicazioni rispetto al concetto di carico incendio, il primo, infatti, prende in esame il rilascio d’una potenza termica, ossia un parametro strettamente legato allo sviluppo dell’incendio reale
La Fire Safety Engineering, o ingegneria della sicurezza antincendio è definita come “l‘applicazione di principi ingegneristici, di regole e di giudizi esperti basati sulla valutazione scientifica del fenomeno della combustione, degli effetti dell’incendio e del comportamento umano, finalizzati alla tutela della vita umana, alla protezione dei beni e dell’ambiente, alla quantificazione dei rischi di incendio e dei relativi effetti ed alla valutazione analitica delle misure antincendio ottimali, necessarie a limitare entro livelli prestabiliti le conseguenze dell’incendio”. Secondo la definizione, la Fire Safety Engineering si occupa della possibilità di giungere ad una valutazione quantitativa del livello di sicurezza antincendio. Una volta definiti gli scenari di incendio di progetto, gli effetti dell’incendio vengono quantificati ed il livello di sicurezza antincendio si valuta rispetto a prestabilite soglie prestazionali (temperatura, visibilità, altezza dello strato libero da fumo …) secondo un approccio Performance Based.
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